L’angolo dei protagonisti: il difensore Fabio Ricci!

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Il difensore Fabio Ricci, classe 1989

CLASSE 1989

RUOLO DIFENSORE CENTRALE

PIEDE DESTRO

STAGIONI PRECEDENTI Ha militato tra Serie D, Eccellenza e Promozione

 

  1. Eletto nel 2014/2015 miglior difensore centrale della categoria Promozione. Quali sono i tuoi punti di forza e qual è la dote migliore che deve possedere un difensore?

La dote migliore che deve possedere un difensore è quella di essere forte fisicamente e di saper gestire da dietro la squadra, se ne ha le competenze. I miei punti di forza sono il colpo di testa, l’aggressività, la cattiveria e non mi tiro mai indietro nelle situazioni. Queste caratteristiche penso che ti portano a giocare in queste categorie per diverso tempo.

 

  1. Hai giocato con molte squadre e in diverse categorie. Cosa ti ha portato l’esperienza nel mondo del calcio a livello personale?

Il mondo del calcio è un mondo particolare. A me ha fatto crescere in maniera esponenziale rispetto a ragazzi che hanno svolto sport individuali o che non li hanno praticati. Questo sport è difficile, devi reggere l’impatto con uno spogliatoio nelle diverse categorie e con diversi calciatori. Io sono cresciuto in diversi tipi di spogliatoi e penso di essere maturato lì negli anni.

 

  1. Qual è il momento più bello e quello più brutto nella carriera di un calciatore? Quali sono stati i tuoi?

Il momento più bello è stato l’esordio in serie D a 17 anni. Ricordo volentieri la mia prima rete contro il Fano, che è stato un goal abbastanza pesante. Il momento peggiore è stato l’infortunio, dove sono stato fermo un anno e mezzo per due interventi, al crociato e al menisco. Li cancellerei volentieri, ma alla fine le cose brutte ti fanno crescere.

 

  1. Nell’intervista di domenica, il tuo compagno Pezzoli ha detto: “C’è poco da parlare e tanto da correre!”. In vista della trasferta contro il Real Carsoli, cosa aggiungeresti e cosa pensi debba tirar fuori la squadra?

La penso esattamente come lui, ci confrontiamo spesso. A Carsoli secondo il mio punto di vista dobbiamo tirar fuori più carattere e grinta. Preferirei giocare peggio di come siamo abituati, ma essere più concreti e portare a casa i tre punti, cosa che non è avvenuta a Tossicia; anche qui il campo è brutto, quindi ci vuole più spirito di sacrificio.

 

 ADDETTE STAMPA

DI BATTISTA SIMONA

SERENA SPADA

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