L’Angolo dei Protagonisti: l’attaccante Enrico Pezzoli!

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Enrico Pezzoli, classe 1984, è alla sua seconda stagione con il Sant’Omero. Con la maglia della Palmense in campionato ha realizzato 40 reti (in due anni).

CLASSE 1984

RUOLO ATTACCANTE

PIEDE DESTRO

STAGIONI PRECEDENTI Eccellenza, Serie D, Promozione

  1. Dove hai iniziato ad amare il calcio e in che squadra hai esordito? Ricordi qualche episodio, squadra o persona che ti ha fatto crescere?

Dai miei ricordi e dalle foto che ho, il pallone era sempre lì con me. È una passione sconfinata che sicuramente cercherò di continuare come allenatore, anche quando smetterò di giocare. Ho esordito in prima squadra con la sambenedettese…c’era Volantino come allenatore e Gaucci presidente, ma purtroppo in quegli anni non si puntava molto sul settore giovanile a San Benedetto.

Ho girato tanto e non sono rimasto per più di un anno con la stessa squadra. Sono rimasto a Sant’Omero perché mi sono sentito come in una grande famiglia, con persone eccezionali, che mi hanno fatto sentire a casa. Il mio sogno sarebbe quello di portare queste persone nella categoria che più gli compete, l’eccellenza. Sicuramente è la piazza che più mi è rimasta nel cuore.

  1. Nella tua carriera sei cresciuto perché hai cercato sempre di esprimere le tue potenzialità al massimo? Pensi di dover ancora migliorare o credi di essere arrivato?

Io ho dato tutto me stesso per il calcio e ho sempre cercato di dare il massimo. Sono abbastanza soddisfatto di quello che ho fatto finora. La cosa che mi ripeto da una vita è che c’è sempre da imparare, non si è mai arrivati e quindi continuo a crescere migliorandomi.

  1. Quanto conta per un attaccante la freddezza sotto porta?

La freddezza sotto porta è tutto, anche se un vero attaccante deve essere in grado di far giocare bene la propria squadra. Per come la vedo io, in questo ruolo devi assolutamente finalizzare il lavoro dei tuoi compagni e fare goal. Di reti importanti nel mio piccolo ce ne sono state tante; sono riuscito a vincere quattro campionati e in ognuno di loro ho sempre messo la mia firma, complice ovviamente il gioco di squadra.

  1. Il più delle volte un giocatore non entra nei panni di un allenatore, perché l’unica cosa che vorrebbe è giocare dal primo minuto…cosa ne pensi? Ti sei trovato in situazioni particolari?

Se ami questo sport, l’unica cosa che ti interessa è giocare, è vero, ma poi subentrano altri fattori. Come esempio più vicino posso parlare della partita di domenica: rientrando da un infortunio abbastanza grave, sono riuscito ad allenarmi bene coi miei compagni solo nella rifinitura del venerdì, dove ho constatato che effettivamente mi ero ripreso.

Naturalmente ho parlato col mister, insieme abbiamo deciso che sarebbe stato meglio per la squadra far giocare chi si era sempre allenato e stava sicuramente meglio di me. Penso che qualsiasi giocatore avrebbe voluto esserci dal primo minuto, ma io ho ormai una certa esperienza e metto sempre gli interessi del gruppo davanti a quelli personali. È così che secondo me si costruiscono i successi.

 

ADDETTE STAMPA

DI BATTISTA SIMONA

SERENA SPADA

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