Storia

Anche quest’anno, nonostante le notevoli e palesi difficoltà economiche generali che si ripercuotono anche nell’ambito della gestione di società sportive, la Palmense si ripropone ai nastri di partenza del campionato di Promozione in maniera più che dignitosa e con rinnovato entusiasmo. Cosa che, del resto, l’ha contraddistinta in tutta la propria storia, a partire dal lontano 1973, anno della sua fondazione; fondazione che trova le sue radici, nel torneo cittadino estivo, per la cui organizzazione si rese necessaria l’istituzione di una solida e strutturata società sportiva. Fu allora che nacque la Palmense e la sua epopea, intrisa di sacrifici, passioni, qualche delusione, ma soprattutto tanti e tanti trionfi.
Promotori e “padri” della neonata società furono in primis Leo e Franco De Ascaniis e Rodolfo Spada, succeduti negli anni da dodici presidenti: dal compianto ed amato Ernano Fucilitti, il primo in ordine cronologico, e proseguendo con Franco De Ascaniis, Giuseppe Ciarrocchi, Simeone Giovannini, lo stesso Rodolfo Spada, Pasquale Di Damaso, Pasquale Bianconi, Fabrizio Sorbi, Fabrizio Pasquini, Claudio Strozzieri, Francesco Sabini, Giuseppe Andrenacci, Costantino Biancucci e Raffaele Di Battista, il presidente in carica. Ebbene, tutti hanno a loro modo contribuito alle fortune della Palmense, ma un’unica persona ha vissuto e vive tuttora da protagonista le vicende del Sant’Omero: il buon Rodolfo Spada, per tutti confidenzialmente “Rorò”, anima, cuore ed ormai icona inimitabile ed insostituibile del calcio santomerese. Grazie alla sua regia, infatti, è stato costruito e modellato un vero e proprio giocattolo che ha reso tanta visibilità e soddisfazione alla nostra cittadina e che la comunità in toto deve ringraziare infinitamente per la smisurata costanza e dedizione che ha messo nel gestire società e squadra curando tutto nei minimi dettagli, da quelli più minuziosi dello spogliatoio ai rapporti con le altre realtà calcistiche, con le federazione e via dicendo. Ciò è ancora più meritorio se si pensa che oggi pare alquanto anacronistico mettersi in gioco e dedicare il proprio tempo a servizio di un progetto dove, in pratica, l’unico tornaconto è il cercare di vedere realizzata la propria passione.

Rorò ha fatto tutto questo acquisendo un cospicuo bagaglio di esperienze calcistiche che ci ha in qualche maniera sintetizzato legandole anche a dei simpatici aneddoti. Sprazzi di un football d’altri tempi che molti nostalgici senz’altro rimpiangeranno. Dalla sorta di “asilo sportivo” degli esordi nei campi dei comuni limitrofi (Controguerra e Nereto) in quanto Sant’Omero non possedeva un impianto adeguato, alle peripezie del calciomercato di allora, volte ad acquisire quei giocatori che hanno via via contribuito ai successi biancazzurri (facciamo a meno di citarli per motivi di spazio e per non far torto a coloro che non avremmo menzionato) fino ad arrivare all’ausilio di tecniche “magiche”, grazie alle quali più o meno improvvisati fattucchieri contribuivano (?) a conseguire vittorie: strane pozioni con le quali bagnare le divise o il consueto spargimento di sale negli spogliatoi o in zone strategiche del terreno di gioco. Celebre, a tal proposito, resta l’esortazione “mandì Tonì” (tieni duro Tonì), con cui Rorò invitava Tonino (il mago n.d.r.) a manifestare i suoi “poteri” per conservare fino alla fine un risultato utile. Sì, perché obiettivo di chi compete è, comunque, quello di primeggiare.

Infatti, al di là di tali episodi, dopo una decina di onorevoli stagioni di militanza nel campionato di terza categoria, i programmi e gli obiettivi si fecero sempre più ambiziosi, finalizzati al salto di categoria. E così, nell’82/’83, arrivò la prima grande soddisfazione con l’approdo in seconda categoria, a cui fece seguito dopo qualche stagione la promozione in prima categoria al termine di un finale thrilling contraddistinto dallo scontro diretto dell’ultima giornata contro la POSEBO in quel di Poggio Morello. Arriviamo pian piano alla stagione 89’/90’, che segnò una sorta di svolta nel calcio santomerese. Molti lettori si ricorderanno sicuramente del lungo ed appassionante testa a testa con il Morro d’Oro che culminò con il memorabile esodo che accompagnò la Palmense al Comunale di Teramo per lo spareggio con il Morro d’Oro, vinto per 2-1 con il conseguente approdo in Promozione. Cavalcando l’onda dei successi, un numero sempre maggiore di appassionati si strinse intorno ai color biancazzurri e fu fondato il mitico gruppo Cani Sciolti, simbolo della tifoseria organizzata che si è reso protagonista in gran parte degli stadi abruzzesi. Perché non va dimenticato che il Sant’Omero ha calcato i più importanti palcoscenici calcistici della regione quali Teramo, Chieti, Lanciano, Vasto, Francavilla, L’Aquila, Celano, Castel di Sangro e via dicendo.

Tornando alle vicende strettamente agonistiche, ad un campionato contrassegnato da alterne fortune ne seguì uno giocato ad altissimo livello che permise alla Palmense di ottenere il lasciapassare per l’Eccellenza, categoria istituita nella stagione ‘91/’92 che ancora oggi rappresenta il massimo torneo dilettantistico regionale, disputato dai biancazzurri per ben sette anni di cui cinque consecutivi. Perché vi fu sì una cocente ed amara retrocessione nel ‘96/’97, ma un’immediata e quanto mai meritata risalita; anche in questo caso al termine di pirotecnici ed entusiasmanti spareggi, addirittura due, rispettivamente contro Tagliacozzo e Renato Curi Angolana, che videro come al solito una eccezionale partecipazione di pubblico, con carovane di pullman e di auto private. Oltretutto, in quegli anni, l’ingresso nello staff tecnico di Sergio Luzii, fautore del progetto giovani con la scuola calcio, oggi un inesauribile serbatoio di campioncini riconosciuto dagli addetti ai lavori come uno dei migliori d’Abruzzo ed attualmente affiliato all’Ascoli calcio, permise alla Palmense un ulteriore salto di qualità, anche per l’importanza che un settore giovanile sempre in crescita e sempre più strutturato assunse non soltanto a livello sportivo, ma anche e soprattutto sociale. Detto questo, ci avviciniamo ai giorni nostri, ovviamente ricordando l’ultimo grande trionfo in ordine cronologico. Quello del campionato 2001/02 che vide il Sant’Omero nuovamente promosso in Eccellenza. Come? Avete indovinato. Dopo l’ennesimo memorabile spareggio, divenuto ormai una costante. A farne le spese fu, in questo caso, la corazzata Francavilla scesa in campo col favore di tutti i pronostici. Basti pensare che annoverava tra le sue fila atleti del calibro di Rocco Pagano con alle spalle una lunga e fortunata carriera in serie A. In pratica, una sorta di remake del leggendario confronto fra Davide e Golia. Ebbene, fu l’apoteosi sportiva del Sant’Omero e di Sant’Omero (in campo c’erano 8 indigeni!) che ebbe la meglio ai calci di rigore al termine di un confronto combattutissimo che assunse i connotati di una vera impresa titanica, in quanto i biancazzurri rimontarono un gol in inferiorità numerica per un tempo e mezzo. Il viaggio all’interno del pianeta Palmense può dirsi quasi concluso. Il resto è storia recente. Anzi, attualità. Un’attualità che vede la società impegnata nel torneo di Promozione, nel quale si è tolta la soddisfazione di superare persino il glorioso Teramo, e che è sempre attenta in particolar modo alle dinamiche giovanili. Affinchè tutto ciò sia possibile, tramite il D.S. Sergio Luzii, dalle pagine del nostro giornale va un sentito e sincero ringraziamento a tutti i fedelissimi partners commerciali per la sensibilità dimostrata, con l’auspicio che diventino in futuro sempre più numerosi e che continuino a dare il proprio contributo e supporto ad una realtà affermata a livello regionale che persegue il nobile scopo di valorizzare nel campo sportivo e sociale i suoi giovani tesserati.

Danilo Camaioni

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